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La crociera imprevista – Marie-Anne Desmarest

Marie-Anne Desmarest è stata una scrittrice francese di inizio novecento e La crociera imprevista uno degli ultimi romanzi che ha scritto prima della sua morte, nel 1973. Ogni tanto mi piace rifugiarmi in queste letture romance vintage, garbate e con un pizzico di mistero.

Trama 

Nulla per Nathalie poteva suonare più gradevole e imprevisto d’una crociera nel mediterraneo , come hostess sullo yacht del signor Fervacque. Ma che cosa accadeva di notte su quella imbarcazione? C’è un mistero a bordo, e Nathalie cerca di scoprirlo tra volti sorridenti ed enigmatici, sussurri appena bisbigliati, ombre in fuga sul ponte…

Una lettura riposante 

Una di quelle edizioni vecchio stampo, con la copertina illustrata, che tutti abbiamo in qualche scatola dentro casa. Trovo rilassante ogni tanto stendermi sul divano e gustarmi queste letture riposanti, scritte in modo piacevole con un linguaggio che ormai non usiamo più, dense di personaggi eleganti nei modi e nell’abbigliamento. In questo romanzo, Marie-Anne Desmarest aggiunge anche un’atmosfera di mistero che rende interessante la storia, ambientata su una nave da crociera. Cosa succede a bordo dell’Atalante? La nostra Nathalie, che sembra incarnare tutte le qualità femminili più alte, finirà per mettersi nei guai se continua a indagare. E chi l’ha scoperta, perché non l’ha fatta licenziare? La scrittrice francese è brava a sviare i sospetti del lettore su due o tre personaggi, ma tranquilli, il lieto fine non mancherà. Anche perché la nostra protagonista non è solo una bella statuina…

Ditemi che anche voi adorate queste letture 🙂

p.s. l’illustrazione di copertina è del pittore milanese Marcello Cassinari Vettor, classe 1930.

***

– Hai trovato qualcosa per me? 

– Sì, non preoccuparti. E penso che, se accetterai le condizioni, tutto andrà bene per te, ormai.

– Non ho scelta, lo sai bene!

Jocelyne sentì l’amarezza di quella risposta e disse dolcemente: – Ho fatto del mio meglio, soprattutto cercando una sistemazione che ti permetta di uscire rapidamente dalle difficoltà che stai attraversando in questo momento. Si tratta di un posto di hostess o di addetta alle “pubbliche relazioni”, come si dice oggi. Naturalmente, ho dato sul tuo conto tutte le referenze che mi venivano chieste, ma la persona con cui ho parlato desidera vederti prima che tu incontri il tuo nuovo datore di lavoro. E’ la condizione sine qua non che ha posto sulla sua raccomandazione. Se tu non la osservassi, la tua assunzione come hostess sull’Atalante sarebbe annullata.

– L’Atalante?

– E’ il nome della nave su cui presterai servizio.

Leggi anche:

Inganni, di Judith Michael

Sempre non è per sempre, di Helen Van Slyke

Ombre sulla neve, di Madge Swindells

Prigioniera di un sogno, di Pat Morris

La confessione, di JoAnn Ross

Venere invidiosa, di Shannon Hollis

Sussurri nella notte – Judith McNaught

Altro romance vintage e altra lettura così così. Sussurri nella notte di Judith McNaught è il terzo volume della serie Paradise, pubblicato per la prima volta nel 1998. La scrittrice è conosciuta per i romanzi storici, con qualche incursione nel contemporaneo. In questo romanzo, per arrivare al cuore della vicenda bisogna attendere molto. Forse troppo…

Trama 

Sloan Reynolds, agente tutta d’un pezzo, viene incaricata dall’FBI di inchiodare il padre, che lei non ha mai conosciuto, per riciclaggio di denaro sporco. Lavorando con l’agente Paul Richardson, Sloan riallaccia i rapporti con il ramo dimenticato della sua famiglia, quello votato alla vita dorata del jet-set. In breve tempo, Sloan riesce a farsi voler bene da Paris, una sorella anche lei mai conosciuta, e dalla bisbetica bisnonna Edith. Quest’ultima, inaspettatamente decide di includerla nel testamento e, proprio all’indomani di questa decisione, viene opportunamente uccisa al termine di quella che apparentemente dovrebbe sembrare un tentativo di rapina. Ovviamente, i sospetti cadono immediatamente su Sloan, che oltre al rispetto della sua nuova famiglia, rischia anche di perdere Noah, l’uomo di cui si è follemente innamorata.

Presupposti surreali

Penso che questo romanzo di Judith McNaught oggi sarebbe stato notevolmente rimaneggiato nella fase di editing. Una lunga, lunghissima premessa dove veniamo a conoscenza di qualsiasi particolare della vita di Sloan, anche i più insignificanti. Improvvisamente, nelle ultime pagine la storia prende corpo e vita. Ormai, però, come lettrice mi sentivo talmente fiaccata dalla parte precedente, che ho finito per non vedere l’ora di giungere a conclusione. Perché la parte interessante inizia con la morte di Edith e si risolve con una fretta e una mancanza di pathos che mi hanno lasciato perplessa. A lasciarmi titubante, è soprattutto il fatto che una donna riesca a introdursi all’interno di una famiglia super ricca e dedita ad affari illeciti senza che nessuno si accorga del suo mestiere. Il padre, pur assente per tutta la vita, non sa che la figlia fa la poliziotta? E quindi fa entrare dentro casa lei e un agente dell’FBI senza effettuare un minimo controllo sui due? La stessa cosa decide di fare il brillantissimo Noah? Va bene, nel suo caso forse possiamo passarci sopra perché accecato dall’amore. Che persone circondate da guardie private e avvocati penalisti a cinque stelle dormano in questo modo, invece, è francamente surreale

Sloan e Noah

Per il resto, il romanzo scorre. La storia d’amore tra Sloan e Noah e quella tra Paris e nonvidicochi sono gli elementi migliori, insieme a un cambiamento di direzione nell’indagine che rende meno scontata la conclusione. Tra l’altro, a un certo punto Paul Richardson nomina una precedente indagine che ha seguito, che è la storia di un altro volume della serie Paradise, intitolato in italiano “Un Incontro Perfetto”. Forse non un romance d’eccellenza, ma alla fine si fa leggere.

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Prigioniera di un sogno – Pat Morris

Sì, sì e ancora sì. Questi sono i romance che mi piacciono. In Prigioniera di un sogno, un romanzo vintage anni ’80, Pat Morris infila tutti gli elementi che servono per chiudere una novella d’amore con un sospiro e una lacrimuccia furtiva.

Trama

Debora viene gettata sulla riva di un’isola sconosciuta, dopo un violento naufragio. Ormai tutti la credono morta e la ragazza non ha possibilità di dare sue notizie a nessuno. Strappata brutalmente dal suo mondo in Inghilterra, dal suo fidanzato, dalla sua vita, si ritrova in terra straniera, tra persone che svolgono un oscuro lavoro. Hussein pascià, il dispotico e arrogante padrone dell’isola, è il suo carceriere, ma è anche l’uomo che risveglia la sua femminilità. Ma è un amore assurdo, al quale Debora si oppone con tutte le sue forze. La favolosa opulenza orientale non riesce ad abbagliarla e Debora lotterà fino all’ultimo per resistere al meraviglioso egiziano dagli occhi di ghiaccio. Riuscirà a liberarsi dal suo fascino? Potrà tornare al suo Paese? E come sarebbe accolta da tutti quelli che la credono morta?

Ricamatrice di storie 

In poche pagine, Pat Morris ricama una storia in cui i fili s’intrecciano perfettamente. C’è una donna giovane, forte e indipendente, che incontra un uomo affascinante. Hussein, padrone di un’isola sperduta di cui possiede tutto, persone comprese. C’è un’umanità varia, che obbedisce a Hussein senza porsi domande, forse perché succube del suo carisma. O chissà per quale oscuro motivo. Debora è diversa e lo mette in chiaro fin da subito: non intende cedere, abbandonando le sue abitudini e convinzioni di donna occidentale. Il leader carismatico ha trovato una degna avversaria! Uno degli strappi più forti con la cultura dell’isola in cui si trova suo malgrado costretta a vivere avviene quando si rifiuta di coprire il capo con il velo. Proprio il velo diventa il simbolo delle rivendicazioni di Debora come donna e come cittadina inglese.

La veggente aveva ragione

In mezzo, Pat Morris piazza descrizioni così vivide che quasi di sentire i gorgheggi striduli degli ibis e il profumo delle piante che vivono in questa terra selvaggia e incantata. La narrazione scorre via in un crescendo che mantiene sempre alto l’interesse per l’attrazione che nasce tra Debora e Hussein. Fino al finale perfetto, dove le predizioni della lettrice dei fondi di caffè si avverano. Lo confesso, è scesa pure una lacrima.

Alla ricerca della scrittrice 

Se lo trovate in un mercatino, vi consiglio di prenderlo perché merita. Brava Pat! Se, invece, conoscete già quest’autrice, mi suggerite altri suoi titoli? Online ho trovato molto poco, tranne che il romanzo è del 1983 e pubblicato dalla casa editrice Omnia, nella collana Polvere di stelle. Nel testo Hussein viene chiamato “pascià”, titolo che in Egitto è stato usato fino alla fine degli anni ’50. Lei, Debora, è un’istitutrice inglese. Forse il racconto è di un’epoca precedente a quella della pubblicazione in italiano? Cosa che il garbo dello stile e l’accuratezza nell’uso dei vocaboli farebbero supporre. Come ormai sapete, ho un debole per gli scrittori anni ’40 e ‘5o. Oppure la traduttrice italiana, Nora de Siebert, scrittrice di fantascienza, è in realtà proprio Pat Morris? Chi sa qualcosa di più me lo racconti, per favore.

La copertina 

Pur trattandosi di edizioni economiche, una volta le copertine erano molto curate. Prendiamo quella di Prigioniera di un sogno. L’illustrazione di copertina è curata da Ermanno Piero Iaia, un illustratore nato negli anni ’30, grande esperto di manifesti per il cinema, la televisione e l’editoria.

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Il pavone viaggiatore – Elaine Harper

Mi hanno regalato uno scatolone di libri vintage “tu saprai cosa farne” (?) e, prima di decidere cosa farne, ho deciso di leggerli per curiosità. Il primo è di Elaine Harper, I pavoni viaggiatori, che nel 1988 era stato allegato alla rivista per adolescenti Cioè. Pensate, in copertina c’è la foto di Luca Barbarossa e l’anticipazione di lettera aperta al cantante alla fine del libro! Che chicche meravigliose si trovano a volte…

Trama

Tre splendidi esemplari di pavone in giardino non sono la sola grande sopresa di Todd. Ciò che maggiormente lo turba, infatti, è Heidy, soffice chioma biondo miele e dolcissimi occhi color cielo. I pavoni naturalmente sono suoi e il loro recupero è per entrambi i ragazzi una piacevole occasione d’incontro. Todd pensa subito di chiederle di diventare la sua ragazza, ma, ahinoi, tutto congiura contro i suoi programmi!

Liceali alle prime cotte

Una novella senza grandi pretese, che racconta la storia di un amore adolescenziale con la leggerezza che contraddistingue quell’età, se tutto va bene ovviamente. Elaine Harper descrive il microcosmo di una provincia americana e di ragazzi che affrontano l’ultimo anno di scuola prima di andare al college. Oltre che test di ammissione all’università, i liceali sono alle prese con le prime cotte, le discussioni con i genitori per farsi prestare la macchina, i lavoretti per guadagnare qualcosa e gli allenamenti sportivi. Tutto fila liscio, insomma: anche quando i due protagonisti Todd e Heidi devono cavarsela in una situazione difficile, ne escono più forti di prima. E anche più innamorati?

Post scriptum

Ho cercato informazioni sulla scrittrice, Elaine Harper, senza trovare un granché, se non che è stata attiva negli anni ’80 con diversi romanzi di questo tipo. Ho scoperto anche che Il pavone viaggiatore è il seguito ideale di un’altra novella, Love at first sight (non so se mai tradotta in italiano), dove il protagonista dei pavoni era il rivale in amore di Craig, che qui compare solo sporadicamente.

be my valentine  first

 

Vaniglia e cioccolato – Sveva Casati Modignani

Finisco il 2018 con un romanzo di Sveva Casati Modignani, Vaniglia e cioccolato. Con Palazzo Sogliano sono tornata a leggerla dopo diversi anni, grazie Vaniglia e cioccolato mi sono resa conto di aver per fortuna recuperato uno dei suoi migliori, anche se ormai vintage. Una storia commovente, che acquista corpo a poco a poco andando avanti con la lettura.

Trama 

Vaniglia e cioccolato: due gusti diversi che però insieme legano benissimo. Come capita, talvolta, nell’amore. Com’è capitato anche a Pepe e Andrea, che dopo diciotto anni di matrimonio e tre figli non hanno mai smesso di amarsi. Ma un giorno la magica alchimia si spezza e lei, delusa e umiliata dalle scappatelle del marito, decide di andarsene e lasciarlo da solo a cavarsela con i mille problemi quotidiani. Una separazione che tuttavia si rivela decisiva per entrambi, aiutandoli a far chiarezza in se stessi e a ritrovarsi…

Leggerezza

Penelope, la donna che  aspettava il suo uomo Ulisse, che tutti credevano morto, è cresciuta. Oggi non tesse il suo filo chiusa in casa, ma si ribella a un marito sempre in cerca di nuovi mondi. Che la ama, certo, ma che non riesce a rinunciare ad avventure senza futuro, lasciando che la moglie si sobbarchi tutte le incombenze gravose che impone una famiglia. A un certo punto Pepe semplicemente si stanca  di essere moglie, madre e padrona di casa e lascia una lettera al marito: disgrazia della mia vita, vai avanti tu. Io mi prendo una pausa. E Andrea, il marito scavezzacollo, non si sottrae, scoprendo un mondo di difficoltà e di problemi che la moglie gli aveva sempre risparmiato.

Pepe si ribella

Fin qui, Una routine che nelle famiglie si ripete spesso: quante volte uno dei coniugi viene lasciato solo a sbrogliarsela? Eppure Pepe non ci sta, intende riappropriarsi della sua vita. Di cosa, esattamente? Del grande amore, che lei ha lasciato andare per non abbandonare la famiglia. Qui il romanzo di Sveva Casati Modignani acquista profondità e diventa originale. Pepe se ne va, lascia la casa e i figli, pieni di problemi che lei da sola non ha saputo risolvere. Con che coraggio? Con il coraggio della soluzione estrema. Chi sono io? Per capirlo deve prendere le distanze, lasciare che il padre conosca finalmente i figli, riflettere sui due uomini della  sua vita per dire finalmente a se stessa la verità: Andrea o Mortimer?

Le ragioni del cuore o le responsabilità della vita?

L’originalità della storia di Sveva Casati Modignani è a mio avviso proprio nella figura dell’amante. Difficile non innamorarsi di lui nonostante il nomignolo orrendo, ancora più complicato non gridare a Pepe: “vai da lui, che aspetti?” Il fatto è che non sempre le ragioni del cuore vanno d’accordo con le responsabilità della vita. Il problema è che anche Andrea fin da subito appare un uomo innamorato. E allora? Cosa scegliere? Ci penserà il destino a dare ragione alla scelta di Penelope, lasciandoci però un quesito non risolto, che non svelo per non fare spoiler. Ognuno finita l’ultima pagina si darà la risposta che preferisce. Rimarrà in bocca un gusto di vaniglia e cioccolato, il bianco e il nero, che nella vita si fondono fino a mescolare colori e sapori.