Vienna in 48 ore, tra la Sacher e un Bacio di Klimt

Vienna in 48 ore è un po’ poco, è vero. Ma non sempre c’è molto tempo libero per viaggiare. E allora che si fa? Si fa come Ethan Hawke e Julie Delpy in Prima dell’alba, il film. Si cammina di notte e fino all’alba, per riprendere il treno (loro), o l’aereo (io), la mattina dopo. Venite che vi racconto.

Il bacio di Klimt

Il bacio di Klimt è uno dei motivi per cui spostarsi vale sempre la pena.  Chi di noi non l’ha mai visto? Nessuno. E’ perennemente in ogni gadget, tazza, shopper bag, quaderni e penne, ovunque. Forse troppo. Tanto che vi dirò, non mi aveva mai fatto battere il cuore. E invece. E invece, vederlo dal vivo wow, hanno dovuto chiamare i rinforzi per smuovermi da lì. Il fatto è che c’è talmente tanta gente, che bisogna avere pazienza, conquistarsi lo spazio e poi, una volta ammirato, lasciare il posto ad altri. In teoria. In pratica, è difficile che succeda, perché il quadro è ammaliante, da sindrome di Stendhal quasi. Il significato dell’opera dell’artista viennese è il trionfo della potenza vivificatrice dell’eros sulle differenze tra uomo e donna, che nel dipinto si fondono nell’oro. Che meraviglia! Non perdetelo, mi raccomando. Si trova all’Österreichische Galerie Belvedere, al primo piano. 

La Sacher Torte

Dopo aver assaggiato la Sacher torte a Trieste nel primo locale aperto in Italia da chi si vanta di possedere la ricetta originale,  il Caffè Sacher di Vienna, e aver dichiarato che non ne avrei mai mangiata un’altra in vita mia, ci ho ripensato. A questo punto, dato che sono sul posto, perché non provare la Sacher dei rivali? E così, eccomi a occupare un minitavolo da Demel, di solito strapieno di gente, ma basta scegliere un orario poco battuto per sedersi tranquillamente. Quindi, Caffè Sacher o Demel? Dipende dai gusti, per quanto mi riguarda dico Caffè Sacher. Anche per il particolare della panna, che servono solo su richiesta del cliente. Concordo, zuccheri non necessari, che rovinano il gusto ricco della torta.

Hundertwasserhaus

E’ un edificio particolare, nato come complesso di case popolari  nel 1986 per opera dell’architetto e artista Friedensreich Hundertwasser.  Le case sembrano formare un puzzle colorato, con forme ondulate e  rami che escono dalle finestre. La forma e i colori degli edifici invitano a pensare che è possibile cambiare il mondo. Nelle vicinanze, c’è anche un piccolo centro commerciale, realizzato nello stesso stile, oltre al Museo Hundertwasser, dove sono esposte le opere del creatore di questi palazzi. Vi dirò, non mi ha fatto impazzire: bella l’idea, ma probabilmente dell’originale destinazione non rimane nulla o quasi. Se qualcuno di voi ha più informazioni, che confermino o sconfessino questa mia sensazione, scrivete nei commenti.

I trasporti

Vienna è ben servita, credo che ci siano pochi dubbi in merito. Sono rimasta così poco che ho preferito girare a piedi per vedere il più possibile, ma Vienna ha una rete di tram eccezionale e per il turista vale la pena spostarsi con questo patrimonio dell’umanità. I collegamenti da e per l’aeroporto sono altrettanto comodi. All’andata, ho preso la metropolitana leggera; al ritorno, un pullman comodissimo che gira h24 e porta direttamente in aeroporto, a qualsiasi ora. Il pullman è stato la tappa finale della mia notte di passeggiate a Vienna, indimenticabile.

Dove alloggiare

Ho soggiornato nel quartiere degli artisti, perché lì ho trovato un albergo con buon rapporto prezzo-qualità, e ve lo consiglio. Il quartiere si chiama Spittelberg e si trova vicino al quartiere dei musei. Comodissimo, tranquillo e di recente tornato alla moda, con le sue botteghe artigiane e artistiche. Una nota di demerito la prende per il cibo, perché i posti consigliati non si sono rivelati all’altezza delle aspettative, ma sicuramente è stata sfortuna. Per mangiare vi consiglierei di spostarvi, o di mangiare in albergo direttamente.

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Penelope e Colin, segreti in casa Bridgerton

Penelope e Colin Bridgerton. Come suona ? Bene, Penelope è innamorata di Colin da sempre. E lui? Lui non vuole sposarsi, men che meno con Penelope Featherington! Sarà proprio vero? Con queste premesse, inizia il nuovo capitolo della saga Bridgerton. Da oggi anche su Netflix.

Trama

Colin Bridgerton è l’uomo più affascinante di Londra, lo sanno tutti. Penelope Featherington adora da sempre il fratello della sua migliore amica, e dopo una vita passata a osservarlo pensa di sapere tutto di lui. Fino a quando non scopre il suo più profondo segreto, e si accorge di non conoscerlo affatto. Ma anche Penelope nasconde un segreto, e per Colin svelarlo sarà la sfida più intrigante.

Penelope

Ah, la società. quanto male può fare a chi non si allinea, oggi come allora. Penelope è diversa ed essere diversa per una donna è imperdonabile. Talmente imperdonabile, che la conseguenza è spesso la perdita di autostima, anche nelle donne più intelligenti.

Nel suo intimo, lei sapeva chi era. Una persona  intelligente, gentile e spesso spiritosa. Ma chissà perché, la sua vera personalità si perdeva tra il cuore e la bocca e lei si trovava a dire sempre la cosa sbagliata, o addirittura a tacere.

Per fortuna, la società è formata da individui, ognuno con la sua sensibilità e complessità. Ed ecco che per Colin Bridgerton Penelope era “sorprendente”.  La coppia Colin – Penelope è forse una delle più riuscite tra quelle che ho letto finora. Forse, perché hanno una passione in comune, e questo è un legante fortissimo per qualsiasi storia d’amore. C’è anche una certa sintonia nel non sentirsi all’altezza, aspetto piuttosto sorprendente, soprattutto da parte di lui. Capisco come mai la produzione Netflix abbia deciso di saltare il terzo romanzo, omaggio a Cenerentola, e passare direttamente al quarto.

Lady Danbury

E poi ci sono gli aiutanti, dove forse non penseresti di trovarli. Magari altre donne, che come te in fondo in fondo hanno imparato a muoversi, ma hanno un fuoco dentro: “Non è bello? Scoprire che non siamo esattamente quello che pensiamo di essere?” A quel punto si allontanò, lasciando Penelope a chiedersi se anche lei non fosse quello che pensava di essere. Forse, ma solo forse, era qualcosa di più.

La saga Bridgerton

Ammetto che per me, come già vi ho detto in precedenza, la saga ha perso mordente. Se non fosse per la curiosità di sapere come va a finire per gli otto fratelli, e anche per seguire meglio la serie tv, penso che mi sarei già fermata. Qui torna per brevi ma significative pagine Daphne, la protagonista del primo libro,  Eloise, non tanto quanto avrei pensato considerando che lei e Penelope dovrebbero essere amiche, Violet, molto meno delle altre volte, forse perché Colin è più indipendente e Hyacinth. Ma emerge Lady Danbury e il cambio tutto sommato è soddisfacente. Anche i segreti e i colpi di scena tengono, quindi tutto sommato direi che finora Penelope e Colin Bridgerton sono la coppia migliore, ma anche il libro è il migliore.  Anche perché, mentre nella serie l’identità di Lady Whistledown viene svelata quasi subito, qui il mistero è fitto. Almeno inizialmente.

Per voi invece? Qual è il libro più bello della saga Bridgerton? Fatemi sapere nei commenti! 

L’elenco dei romanzi, in ordine cronologico: 

Il duca e io (Daphne)
Il visconte che mi amava (Anthony)
La proposta di un gentiluomo (Benedict)
4 Un uomo da conquistare (Colin)
A sir Philip, con amore (Eloise)
Amare un libertino (Francesca)
Tutto in un bacio (Hyacinth)
Il vero amore esiste (Gregory) 
9 Felici per sempre (8 “secondi epiloghi”) 

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