Archivi tag: lavoro

Saki Murayama, cerca il gatto bianco dei desideri

Saki Murayama è una scrittrice giapponese che ha raggiunto un buon successo di pubblico con una serie di romanzi ambientati nell’immaginaria città di Kazahaya. In italiano ne è uscito uno, con il titolo A volte basta un gatto. Sarà vero che un gatto bianco possa esaudire un desiderio? Venite che vi racconto.

Trama

Un vecchio grande magazzino nasconde un segreto: tra gli scaffali si aggira un gatto bianco, capace di esaudire i desideri. Se si incrocia il suo cammino quell’abbraccio, quel gesto, quell’incontro che si sono solo immaginati possono diventare realtà. Scovarlo è la speranza di molti. Isana, addetta al grande ascensore di cristallo, vorrebbe aiuto per una turista che cerca la madre, andata via quando lei era bambina; Sakiko, titolare del negozio di scarpe, vorrebbe riappacificarsi con l’amica del cuore, non si parlano più da anni. Il manager del reparto lusso, Kengo, sa che il gatto bianco può rivelargli chi è la donna che l’ha abbandonato dopo averlo partorito, mentre Ichika, che gestisce l’archivio del magazzino, non spera altro che di incontrare il suo lui. Tutti hanno un sogno, un desiderio, una speranza da affidare al misterioso felino che si cela tra quelle mura. Tutti hanno un passato doloroso o un futuro che appare incerto. Perché in fondo non esiste gioia senza un po’ di difficoltà. Ma forse, affinché la vita sia più luminosa, non è importante che ogni cosa si avveri così come la si è immaginata. Forse basta solo sognare ardentemente perché quella sensazione sopita riaffiori insieme a un nuovo sorriso, a una nuova certezza, a una nuova felicità.

Perché la magia accada, devi superare le prime pagine

Il claim che accompagna questo libro di Saki Murayama è semplice ed efficace. Bastano poche e semplici regole perché la magia accada:
1. Pensa alla cosa che desideri di più.
2. Entra nel grande magazzino.
3. Tieni gli occhi aperti e cerca il gatto bianco.
4. Se avrai la fortuna di incontrarlo, lui esaudirà il tuo desiderio.

Aggiungerei un punto 5. Perché la magia accada, devi superare le prime pagine. Purtroppo, la storia meno avvincente è stata piazzata per prima e questo, secondo me, ha portato i giudizi medi dei lettori italiani a non essere proprio positivi. Io, però, voglio darvi un consiglio: superate la prima parte della prima storia e poi decidete se andare avanti o meno.

La speranza di rinascere 

Dalla seconda storia in poi, saprete cosa vi attende. Un racconto sulla vita di un centro commerciale, pieno zeppo di aneddoti, fatti apparentemente insignificanti, riflessioni e pensieri di chi lì dentro ci lavora. Persone che danno l’anima per un posto che dà felicità alle persone, che offre un sogno, la possibilità di realizzare un desiderio. Un centro commerciale che ha rappresentato, per questa piccola cittadina, la speranza di rinascere dopo gli orrori e la povertà della guerra. E che, anche se ormai è superato e antiquato, nessuno vuole veder chiudere. Non avrebbe permesso che il luogo che era nei ricordi di tante persone diventasse una rovina. E nemmeno un lotto di terreno vuoto. Senza dubbio avrebbe protetto quella terrazza sul tetto affinché, anche in futuro, potesse diventare il posto dei ricordi di qualcuno.

Ricordi d’infanzia 

I ricordi, l’infanzia. E’ questo che rappresenta questo centro commerciale ed è quello che i protagonisti ci raccontano, pagina dopo pagina. Perché quando hai una memoria felice, quando hai dei ricordi, di sicuro il tempo che hai passato a sognare non è andato sprecato. Pur esaurendosi in un sogno non realizzato, anche se non si è riusciti a covare un uovo chiamato sogno fino a dargli la forma della realtà, se il tempo stesso in cui si è tenuto stretto quell’uovo è stato bello, allora senza dubbio va già bene così. Ci vuole pazienza e attenzione nello sfogliare questo album di ricordi creato da Saki Murayama. E tante considerazioni suoneranno strane o esagerate alle nostre orecchie occidentali. Oppure, come è successo a me, non troverete nessun ricordo legato a un centro commerciale nella vostra memoria, se non le scale mobili, nel mio caso. Ma questo non mi ha impedito di apprezzare questa lettura, anche se penso che la scrittrice abbia voluto inserire troppi elementi. Perché le caramelle quando c’era già il gatto? Però il fantasy funziona e, se entrerete nello spirito di questi teneri e bravi dipendenti, comincerete a immaginare questa cittadina, Kazahaya. Chissà che l’avventura non possa continuare con altre traduzioni. 

Leggi anche:

Il gatto che leggeva alla rovescia – Lilian Jackson Braun

Finché il caffè è caldo, romanzo o sceneggiatura?