Corpi al sole – Agatha Christie

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«Niente corpi sull’Isola del Contrabbandiere.» Poirot disse: «Questo non è esatto.» E indicò la spiaggia. «Guardateli là, allineati. Che cosa sono? Non sono uomini e donne. Non c’è nulla di personale in loro. Sono soltanto…corpi”. «Be’, c’è qualche esemplare degno di nota. osservò il maggiore Barry. E Poirot esclamò: <<Si, ma dov’è il fascino del mistero? Io sono della vecchia scuola e tutti quei corpi allineati mi ricordano la Morgue, l’obitorio di Parigi. Corpi… allineati su tavole di marmo… come carne da macello! «Ma, signor Poirot, non le sembra che il paragone sia un po’ esagerato?» protestò la signora Gardener.  «Be’, può darsi» convenne l’investigatore.

***

La bella e famosa attrice Arlena Marshall è in vacanza con il marito e la figliastra sull’isola del Contrabbandiere. La sua personalità è al centro delle discussioni che avvengono nell’albergo: chi la definisce una rovina famiglie, chi una mangiatrice di uomini. Ma lei, e soprattutto il marito, sembrano non accorgersi di tutte queste chiacchiere. Una mattina Arlena viene trovata strangolata su una spiaggia deserta dell’isola, Pixy cove. Chi l’ha uccisa e perché? Tra i primi sospettati il marito tradito, una vecchia fiamma gelosa, una figliastra trascurata e una moglie scialba. Gli indizi sembrano condurre la polizia verso una pista ben precisa, e lontana dai risentimenti personali, ma per sfortuna dell’assassino, tra gli ospiti in vacanza al Jolly Roger hotel c’è un certo Hercule Poirot…

e il detective belga è troppo astuto per non accorgersi che “il male si annida ovunque sotto il sole”. Ho riletto questo giallo di Agatha Christie appena tornata dal mio viaggio letterario nel sud dell’Inghilterra e in Cornovaglia e mi ha suscitato delle sensazioni incredibili. Mi è sembrato quasi di essere lì con i personaggi, con la signorina Brewster, la signora Gardener e il marito, Rosamund Darnley, il maggiore Barry e tutti gli altri. La maestra del giallo sa tratteggiare rapidamente e fin dalle prime pagine il carattere dei personaggi, con un colpo di pennello ci mostra l’ambiente in cui si muovono e l’orrore che si cela sotto le parvenze tranquille e con un ghigno beffardo trasporta il lettore alla ricerca dell’indizio decisivo, giocando con lui e con le parole, per non farlo sentire troppo sciocco quando si renderà conto che magari l’indizio risolutivo era lì, era sempre stato lì fin dall’inizio eppure serve una seconda lettura per andarlo a ripescare. Come si sarà già intuito, adoro questa donna, e l’amo ancora di più adesso che ho visto con i miei occhi le sue ambientazioni, sono scesa anch’io in una Pixy cove qualsiasi, ho intravisto in lontananza un Jolly Roger Hotel, chiedendomi di cosa ciarlassero i turisti in vacanza sdraiati a prendere il sole in terrazza. Sono quasi riuscita a vedere il mondo coi suoi occhi e l’ho immaginata lì, sola, mentre tra sé e sé ideava una nuova trama nuotando nella sua baia preferita…Corpi al sole mi ha appassionato ancora, come e più della prima volta che l’ho letto, soprattutto per l’incastro contorto e brillante. L’unico particolare a non convincermi in pieno è “olfattivo”. Non dico di più per non fare spoiler, e tanto Poirot risponderebbe che l’istinto non può essere spiegato.

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