Le parole che non ti ho detto e le seconde occasioni della vita

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Le parole che non ti ho detto. Anche per il secondo libro del Book Club PeC, siamo arrivati alla conclusione. Ci siamo confrontati sui personaggi, sui tempi e i luoghi in cui è ambientata la storia, e sulla storia in sé. Ora è tempo di tirare le fila ed esprimerci sul romanzo nel suo complesso. La lettura è finita e ora possiamo confessarlo: ci è piaciuto o no quest’opera di Nicholas Sparks? Parto io con le mie sensazioni, se volete commentate sotto il post con le vostre.

Second chance che la vita ti offre

Il romanzo di Nicholas Sparks non mi è dispiaciuto. Le parole che non ti ho detto è un libro sulle seconde occasioni, da prendere o lasciare. Ci si può rifare una vita dopo aver sofferto? Sparks dice di sì, ma non è così facile come si potrebbe pensare. Per lasciarsi andare a un nuovo amore, a una nuova vita, bisogna saper alleggerire lo zaino della vita precedente. Per rimanere nella metafora marinara, bisogna capire quando scaricare la zavorra e quando, invece, è meglio lasciarla così com’è. E’ tutta una questione di equilibrio. Come capire quando si è pronti a farlo?

Ma sapremo afferrarle?

E’ quello che succede a Garrett. Un uomo giovane, che tuttavia vive nel ricordo incancellabile della moglie Catherine, morta in un incidente. Garrett si limita a sopravvivere, un passo dopo l’altro, scrivendo lettere, che poi butta in mare, all’amata moglie. Ma quando Theresa ne trova una, il destino sembra cambiare il vento e riportare la barca in asse. Theresa vuole lasciarsi alle spalle un brutto divorzio e ricominciare a vivere. Ma sarà Garrett l’uomo giusto per farlo? E’ possibile amare un uomo accompagnato dall’ombra di qualcun’altra? Catherine, questa ragazza scomparsa nel fiore degli anni e con un segreto ancora custodito, è viva, vivissima tra le pagine del romanzo di Sparks.

La storia dell’autore dentro le pagine 

E’ questo il problema e una consolazione insieme. Catherine è ancora viva. Avevo promesso che vi avrei raccontato perché Nicholas Sparks sceglie di far navigare Theresa in acque alte. La storia di Garrett è la storia del padre dell’autore americano. Rimasto vedovo ancora giovane, a causa di un incidente in cui ha perso la moglie, per quattro anni si è lasciato andare a una solitudine senza rimedio. Racconta l’autore: “poi, una sera, mi ha chiamato per dirmi – mi sono fidanzato -. Ero al settimo cielo, un figlio desidera solo che i genitori siano felici. Qualche giorno dopo, tornando a casa tardi, si è addormentato al volante ed è scomparso così”. Ora capite perché il romanzo finisce come finisce?

Cosa che a me non dispiace 

Il finale, tutto sommato, è quello giusto. Anche se Nicholas Sparks ammette che molti lettori non ne sono stati soddisfatti. Invece io penso che, in fondo in fondo, Garrett non fosse l’uomo giusto per Theresa e che a lungo andare le loro differenze sarebbero emerse con prepotenza. Voi che dite?

Commentate sotto al post 

Come vi ho già detto, sentitevi liberi di commentare sotto il post le vostre sensazioni, perplessità, emozioni, e tutto ciò che Le parole che non ti ho detto vi ha dato, in positivo o negativo. Vi prego solo di badare più alla sostanza che alla forma. Non fatevi bloccare dalla timidezza, più riusciamo a esprimerci liberamente e più una lettura condivisa acquista valore.

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1 commento

  1. Commento di Gianluca sui social: Mi piace molto la scrittura di Sparks perché le parole che usa mi suscitano sempre una forte passione ed emotività ma allo stesso tempo tenerezza.Ho avvertito una fragilità interiore che riscontro spesso nei due protagonisti.
    La trama nel complesso mi è piaciuta ma avrebbe potuto essere più ricca di vicende e di azione,mi riferisco ai due protagonisti.
    La lettera nella bottiglia trovata da Theresa sulla spiaggia è struggente.Un insieme di messaggi d’amore, che un perfetto sconosciuto ha affidato al destino e qui chi meglio del mare avrebbe potuto farlo.
    In tutto il romanzo ho osservato un grido d’aiuto disperato ma allo stesso tempo romantico.Un grido che non può che toccarti e che infatti commuoverà Theresa a tal punto da spingerla a cercare l’autore di quella lettera.
    Garrett, è uno spirito profondamente tormentato ed è troppo legato al suo passato.
    Io credo che trovare l’amore possa essere la cura di molti mali anche interiori e di questo Garrett ha bisogno.Mi soffermerei su queste parole “Prima che ci incontrassimo, vagavo per la vita senza una direzione, senza una ragione. So che, per qualche motivo, ogni passo che ho fatto da quando ho imparato a camminare, era un passo verso di te”.
    Credo che questo sia il messaggio di tutto il romanzo e che Sparks ama sempre ricordarcelo nei suoi libri.Anche per questo adoro leggerlo.

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