Cronaca semiseria di una folle giornata a Firenze.
Ho preso i biglietti per Train to Busan, che danno al Korean Film Festival (KFF) Uno dei miei film preferiti sul maxischermo, perfetto.
Arrivo la mattina e vado a vedere dov’è il cinema. Mi ritrovo un muro di gente, aspettano tutti Gong Yoo, il progragonista della masterclass che tanto ha fatto arrabbiare gli amanti dei drama coreani.
“Arriva, non arriva…”
E’ partito dall’albergo (c’è un servizio di spionaggio che Kim Jong-un scansati proprio), arriva in taxi” e chi più ne ha più ne metta.
Guarda a destra e guarda a sinistra, a un certo punto sospiro di delusione collettiva: il Ttocchèbi, dalla folla conosciuto come il reclutatore, è passato dall’entrata posteriore, niente da fare.
Poco male, io aspetto la serata.
Nel frattempo me ne vado da Eataly, che a proposito vi consiglio per una pausa vicino alla stazione, per seguire la masterclass e fare colazione.
La masterclass finisce e, presa da una curiosità morbosa, mi riavvicino pure io alle uscite. Stavolta non ci ingannate, deve passare per forza da dietro.
Peccato che sul lato posteriore ci siano due uscite e che la strada sia stretta, molto stretta.
La folla si accalca
Le macchine si disperano, tenere ferme le persone diventa impossibile. Solo un eroico postino riesce a farsi largo tra la folla di donne impazzite che neanche quando era uscito 50 sfumarure di colori vari. Nel frattempo i fiorentini ignari passano e chiedono stupiti chi è che stiamo aspettando.
Il popolo spera e si dispera. Esce a destra, tutti a destra. Un componente dell’entourage del Coffee Prince sogghigna: “guarda che scemi gli europei, esce a sinistra e vanno tutti a destra”.
Ma il popolo si sa, non s’inganna: “esce a sinistraaaaa”. L’onda si sposta a sinistra.
E finalmente l’Eternal King, ah no, quello è un altro, si affaccia timidamente. E’ lui, tirano tutti un sospiro di sollievo, soprattutto i ragazzi del servizio d’ordine.
Gong Yoo saluta
Perfetto, rilassato, sorridente. Già pregusta il pranzo che gli hanno organizzato, tutto questo delirio non lo sfiora minimamente. Le fan e i fan salutano felici, cercando di strappargli un saluto, qualcuna gli allunga un regalino, qualcun’altra vorrebbe allungare altro ma niente da fare. Possiamo allungare solo il collo per guardare meglio.
Caravaggio è perplesso, molto: ai miei tempi queste cose non succedevano”.
Fine prima parte. Segue il racconto della serata.
