Oggi finisco Il diavolo veste Prada e che danno in televisione stasera? Il diavolo veste Prada. Ovviamente lo sto guardando e scrivo in diretta cosa penso del romanzo. Venite che vi racconto.
Trama
Altro che diavola, la direttrice
Il romanzo sembra più che ispirato alla figura di Anna Wintour, storica direttrice di Vogue America, che ha da pochissimo lasciato l’incarico. La quale, infatti, pare abbia minacciato la produzione del film. Sono convinta che siano giunti a un accordo, perché in effetti il modo in cui viene rappresentata Miranda Priestley è proprio la grande differenza tra film e libro. Perché diciamocelo, nel romanzo Miranda non è un diavolo, è una vera e propria str. Tanto che con Andreaaa finisce….come finisce non ve lo dico, lo leggerete voi.
Un’autobiografia?
Torniamo al romanzo. I punti di contatto tra la protagonista Andrea sono innumerevoli: stessa laurea, stesso primo lavoro, stesso viaggio con lo zaino in giro per il mondo, stessa ricerca della casa a Manhattan, stessa famiglia ebraica…diciamo che l’autrice è stata brava a trasformare un’esperienza sicuramente traumatica e stressante in un lavoro che le ha cambiato la vita.
Un ambiente tossico
Alla fine è questo che mi ha lasciato la lettura: vale la pena sbattersi per gente che neanche ti vede e pensa solo a solleticare il suo ego? Probabilmente le stesse che si vendicano per una vita che fuori dall’ufficio le vede molto, ma molto, meno protagoniste? La risposta la sappiamo tutti, ma quante persone ogni giorno cadono in questa rete e rimangono impigliate? Io la chiamo schiavitù moderna, voi? Raccontatemi chi è il vostro diavolo lavorativo nei commenti.
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